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Scritto da Francesco Spano' Pres. Prov. AG. RC.
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Abbiate timore dell’ira dei giusti poiché sanno essere implacabili. E finalmente l’ira, la rabbia, la protesta, è scoppiata. Dopo anni passati col capo chino a subire in silenzio, giorno dopo giorno, le inefficienze di un servizio di aliscafi da repubblica delle banane, ora i pendolari reggini hanno alzato la testa. Contro una società di navigazione spesso inadeguata, sempre arrogante, che sicuramente, come essa stessa ammette, non svolge un servizio pubblico, ma pare voglia piuttosto risanare l’intero deficit delle ferrovie italiane con i superprofitti del trasporto dei pendolari reggini e messinesi. Contro una classe dirigente, fatta di politici e di burocrati, che da decenni riempie le pagine dei giornali e le sale dei convegni di chiacchiere su un’Area dello Stretto che poi, nei fatti, non riesce neanche a collegare decorosamente. La comunità provinciale di Azione Giovani sostiene senza esitazioni e incoraggia la protesta, spontanea e sacrosanta, dei pendolari dello Stretto. È la ribellione di un popolo di studenti e lavoratori che reclama soltanto il proprio incoercibile diritto di continuare a svolgere il proprio dovere. Di produrre ricchezza e sapere per sé e per il futuro della nostra terra. Azione Giovani chiede che anche le Istituzioni, tutte, facciano sino in fondo nient’altro che il proprio dovere. Potenziando immediatamente la frequenza delle corse, istituendo un biglietto unico integrato per chi, sceso dai mezzi pubblici di Reggio e Messina, voglia attraversare lo Stretto. Non c’è Area dello Stretto senza metropolitana del mare! L’ira dei giusti è lì a dimostrarvelo |
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Scritto da Antonio Sgro'
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Le polemiche sterili non hanno mai fine a quanto pare. Vorrei capire perché a sinistra vi ostinate a guardare la realtà che ci circonda soltanto tramite categorie assolute e indistinte. Perché si deve essere democratici e, dunque, necessariamente antifascisti? Io, come militante di Azione Giovani, nonostante la vostra cultura vi impedisce di ipotizzarlo, mi sento totalmente democratico e non sono fascista. Amo i valori della libertà, dell’eguaglianza e della giustizia sociale, e non solo quelli. Sono estremamente convinto della necessità di difenderli a tutti i costi e lo dimostro, così come gli altri ragazzi con cui faccio politica, in tutte le manifestazioni che organizziamo. Tuttavia, non sento intimamente l’obbligo di essere antifascista, e questo non perché sia nostalgico di antichi fasti imperiali e dittature, ma semplicemente perché non riconosco l’antifascismo come valore cui ispirarmi. Cosa dovrei fare secondo la logica dicotomica “fascista/antifascista” che vi ostinate a proporre? Non rientro in nessuna delle categorie, mi pare evidente.
C’è da chiedersi, piuttosto, perché ancora parliamo di qualcosa che è finito 60 anni fa, ma che è durato un terzo di tutto il tempo impiegato per discuterne, senza peraltro mai raggiungere un risultato, se non quello di dividere! Evidentemente, il piano politico non è più adatto per parlare di fascismo. Pensiamo agli aspetti storici, ideologici, culturali semmai. Non è possibile che un ragazzo nel 2008 debba sentirsi ancora incastrato in questi schemi. Non è possibile che un ragazzo a 16 anni debba decidere se essere fascista o antifascista. Non ha più alcun senso. C’è questa voglia di bloccarci, di impedire che il nostro senso di ribellione, la rivolta generazionale che portiamo avanti, possa produrre un cambiamento della società e distrugga la cristallizzazione che ha impedito all’Italia di crescere per tutto questo periodo. Adesso non è più momento di ascoltare i vostri attacchi. La realtà è ben diversa per noi che siamo nati e cresciuti negli ultimi vent’anni. A Destra fervono le idee, il cambiamento e la costante crescita che ci fa maturare in questi periodi difficili anche per noi che abbiamo un futuro incerto.
Sembra, invece, che le polemiche con cui ci tirate in ballo siano, in realtà, l’unico appiglio con il quale da sinistra intervenite nella vita pubblica. Forse vi distraete troppo, per quanto siete immersi nel vostro odio culturale, da non comprendere che argomentazioni del genere procurano fastidio e indifferenza nella gente comune. Non per ignoranza attenzione, ma per il semplice fatto che i problemi che il nostro paese deve affrontare son ben più grandi, e mentre voi ci tacciate di fascismo, tentando di coinvolgerci in questo gioco di provocazioni, noi governiamo, noi manifestiamo, noi protestiamo, noi serviamo la nostra comunità cittadina e nazionale, noi siamo nelle piazze, noi siamo in mezzo alla gente e siamo la gente. Mentre le vostre lezioni di moralità, di superiorità, di stupidità ci impediscono di aprire centri culturali, circoli, di andare all’università a fare esami, di far crescere le nostre piccole comunità, noi proseguiamo lo stesso. Non ci interessa se ci dite di tornare nelle fogne, o se il nostro posto è al cimitero (come si cantava negli anni’70), la luce del sole che ci siamo conquistati dopo lunghi anni di ghettizzazione ci piace, è il nostro posto preferito.
Quindi, per favore, adesso non fateci perdere tempo in chiacchiere e comunicati. La bellezza è nell’azione.
Antonio Sgrò, Presidente del circolo Azione Giovani Sbarre |
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Scritto da Administrator
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La vicenda Hospice ci dà la possibilità di richiederlo a gran voce ancora un’altra volta: stacchiamo la spina a questa Regione targata Loiero ormai morente! Lasciate adesso che sia la popolazione calabrese ad occuparsene, in maniera tale che si possa spegnere serenamente e smettere di provocare ancora danni alla nostra città e alla Calabria. Il fallimento c’è, ed è clamorosamente sotto gli occhi di tutti. La sanità reggina presenta un buco di 500 milioni di euro, le farmacie scioperano, e una struttura che dovrebbe essere il fiore all’occhiello, non solo della provincia ma di tutta la regione, è sull’orlo del baratro. La vicenda la conosciamo; in tanti hanno scritto ed espresso la loro solidarietà. Ma siamo sicuri che basti questo? Tutti i livelli istituzionali si dovrebbero muovere davvero perché mai come oggi è necessaria la concertazione tra di essi. E’ possibile che ognuno si senta sollevato da qualsiasi responsabilità? Dove sono coloro che dicevano che Reggio deve contare? Questi sono i momenti in cui la protesta nasce spontanea e deve essere rabbiosa, a fronte di uno sperpero del denaro pubblico che in situazione del genere mostra i suoi effetti. |
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